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Ormai sono diversi anni che non amo festeggiare in modo, chiamiamolo classico, il mio compleanno. Sarà che da quando, sei anni fa, ho passato la giornata del mio compleanno a sentirmi fare gli auguri di buon quarto di secolo, ho smesso di desiderare di festeggiare il tempo che passa ma mi sono piuttosto affezionata all’idea di festeggiare il tempo che c’è e quello che resta.

Ho deciso quindi di provare a passare quanti più compleanni riuscissi a fare quello che amo più nella vita e che valesse in qualche modo, come augurio a me stessa ed al mio tempo.

Negli ultimi quattro anni, io e Roberto, abbiamo festeggiato insieme il mio compleanno tra la Costa Azzurra, la Toscana, il Portogallo ed infine, quest’anno, il Canada, grande ed unico protagonista di questo post.

Quindi, come diciamo sempre a casa nostra, Ciancio Alle Bande, ed iniziamo a parlare di cose serie!

Abbiamo prenotato i biglietti aerei per Toronto verso la fine di gennaio, data prevista della partenza 22 marzo 2018 con rientro programmato per il 3 di aprile.

Se solo avessi una fotografia del momento in cui la transazione su edreams è andata a buon fine, vi giuro che vi mostrerei con estremo piacere il mio volto colmo di emozioni di ogni tipo e vi assicuro che se esistesse un cielo oltre al famigerato Settimo, io sicuramente mi sarei trovata lì.

I due mesi che hanno separato la prenotazione dalla vera e propria partenza li abbiamo vissuti quasi con incredulità, erano quasi due anni che cercavamo di trovare l’opportunità di andare a trovare la sorella di Roberto in Canada ma poi, per un motivo o per un altro, abbiamo sempre dovuto cambiare i nostri piani. Vi immaginate quindi la felicità nel veder realizzato questo nostro comune desiderio?

Nonostante un alquanto spiacevole imprevisto come la cancellazione del nostro volo esattamente 24h prima della partenza, siamo riusciti a mantenere la calma, posticipare la partenza di due giorni e di conseguenza anche il ritorno, cambiare le date dell’assicurazione di viaggio,  e anche la nostra organizzazione. Se il nostro itinerario iniziale prevedeva uno scalo rapidissimo a New York prima di imbarcarci per Toronto, quello successivo al cambio di programmi invece, prevedeva un volo di 11 ore e mezza Milano-Miami, uno scalo di quasi sei ore ed infine il volo di tre ore e mezza che ci avrebbe finalmente fatti atterrare a Toronto.

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28 ore di viaggio totali passando dai 5 C° di Milano, ai 27 C° di Miami, ai -4 C° (percepiti -8 C°) di Toronto. Sì, perché a Miami non ci siamo limitati a fare scalo e riposare sui sedili dell’aeroporto in attesa del volo successivo ma siamo scesi di tutta fretta, preso il primo taxi disponibile, corsi a Miami Beach vestiti in stile Pio & Amedeo, giusto per vedere qualcosa in più, per non sprecare nemmeno un minuto del nostro viaggio. Vi dirò, queste avventure, anche se rapide, valgono tutta la stanchezza che provocano, e molto di più.

Finalmente, all’ 1.30 circa dell’ormai 25 marzo, siamo entrati dalla porta della casa di Francesca ed Alessandro a Toronto, casa che ci avrebbe ospitato per le successive due settimane nella gioia di essere lì e nei dolori della febbre.

Ma ora parliamo di Toronto che credo siate tutti qui per questo.

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Toronto può sembrare a prima vista una classica città del Nord America ed in parte è anche vero ma ci sono tanti aspetti che la differenziano da qualsiasi altro posto io abbia visitato, uno tra i tanti è il fatto che Toronto si struttura su due livelli, uno è quello della classica città a cielo aperto, uno invece è quello della città sotteranea, il Path, una vera e propria città sotto terra che si estende per oltre 30 km con i suoi 371,600 mq è anche il centro commerciale sotteraneo più grande del mondo. Sì perché quelle del Path non sono semplici strade all’interno di tunnel ma chilometri e chilometri di negozi, supermercati, farmacie, cinema e qualunque cosa una vera e propria città possa offrire.
Questo sistema di organizzazione della città permette agli abitanti di vivere ed uscire durante tutto l’anno, anche quando fuori il gelo invernale ed i forti venti non lo permettono. La temperatura del Path infatti non scende mai sotto i 24 C° e per chi vive e lavora in palazzi direttamente collegati al Path  permette anche di andare a lavorare direttamente in camicia nonostante magari all’esterno possano arrivare a fare anche -30 C°. Incredibile vero?

Certo, fichissimo abbiamo pensato tutti, poi però quando, come nel nostro caso volessi visitare la città e poi necessitassi comunque di spostarti in metro, entrare nel Path o in qualunque tipo di locale, ti ritroverai a passare da temperature antartiche ai 27 C° come se nulla fosse ed è inutile dirlo, le possibilità di ammalarsi sono alte quanto l’ombra di Papà Gambalunga. E figurati se noi potevamo essere l’eccezione che conferma la regola.

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Una delle cose che abbiamo constatato essere una manna dal cielo per i turisti a Toronto, è quella della possibilità di acquistare un CityPass, ovvero un ticket unico che permette di visitare fino a cinque delle principali attrazioni della città dando inoltre il vantaggio di saltare la fila ( e fidatevi, è un grandissimo vantaggio ).
Vi lascio qui il link per prenotare online il vostro CityPass, cosa che noi consigliamo vivamente di fare sia per una questione di risparmio che per la comodità in sé

L’attrazione più strepitosa da vivere, soprattutto per noi che veniamo dall’Europa degli edifici bassi e antichi, è quella di salire fino alla cima della CN TOWER, fino al 2007, struttura autoportante più alta del mondo.

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Proprio sotto la CN Tower si trova un’altra attrazione compresa nel CityPass, l’acquario di Toronto. Se siete anche solo parzialmente in linea con me probabilmente non ve ne fregherà assolutamente nulla dell’acquario ed io, personalmente, ho sempre detestato qualunque acquario o zoo del pianeta. Questa volta ho fatto uno strappo alla regola, un po’ perché incluso nel nostro ticket un po’ per tutte le foto che avevo visto sul web e che mi avevano, non ve lo nascondo, incuriosito abbastanza.

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Toronto è una delle città più multiculturali del mondo ed è composta da quartieri eterogenei, molti dei quali sono delle vere e proprie piccole città straniere a sé stanti, come per esempio China Town o Korea Town o ancora Little Italy. Nulla di strano penserete, abbiamo le nostre China Town anche in Italia, no, credetemi, vi basterà fare due passi per la China Town di Toronto per considerare Via Paolo Sarpi una qualsiasi via di Milano. A Toronto nel quartiere cinese vieni direttamente catapultato in Cina tanto da farti pensare di aver preso l’Uber sbagliato e di esserti addormentato per un giorno per poi risvegliarti a Shangai.
Di tutti i quartieri di Toronto sicuramente però, ce ne sono un paio che spiccano per originalità, stile e architettura.
Il primo che abbiamo visitato è stato Kensington Market, un quartiere di sole case in stile vittoriano ricco di locali, negozi vintage e alternativi e di vie interamente coperte da coloratissimi murales.
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L’altro celeberrimo quartiere di Toronto è Distillery District,  piccolo quartiere dai colori caldi del mattone che nasce da quella che è stata la più grande distilleria di alcolici del Canada e si compone da un’ottantina di edifici ed una decina di strade.
Distillery District dal suo recente rinnovo nei primi anni 2000,  si distingue non solo per la sua particolarissima storia ed architettura ma anche per la scelta di Cafès e negozi, prevalentemente di stampo artistico e di design.
Io me ne sono innamorata nonostante non abbia avuto la possibilità di vederlo proprio nei suoi giorni migliori, brutto tempo, freddo e malanni vari non mi han fatto godere la visita come avrei voluto e di conseguenza nemmeno permesso di fare grandi fotografie.
In ogni caso, se avete intenzione di andare a Toronto vi consiglio vivamente di passarci del tempo, che sia di giorno per visitarlo o la sera per partecipare a qualche evento o semplicemente bersi qualcosa nei bellissimi locali  in stile industriale che lo compongono.
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Da Distillery District basta una breve passeggiata verso Downtown per arrivare a St. Lawrence Market, il mercato cittadino coperto più grande di Toronto, nominato anche miglior mercato alimentare del mondo dal National Geographic nel 2012.
All’interno potete trovare prodotti freschi di ogni tipo ma la specialità che chiunque viva a Toronto vi consiglierà di assaggiare a St.Lawrence Market è il Peameal.
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Dall’ingresso principale del St.Lawrence Market potrete già vedere in lontananza un’altra icona di Toronto, ossia il Gooderham Building meglio conosciuto come Flatiron.

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Ad una sola fermata di metro da qui ( King ), si arriva a, ironicamente, Queen che dista solo pochi passi dalla piazza principale di Toronto, la Nathan Phillips Square.

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Come in tutte le grandi città che si rispettino, anche a Toronto servirebbe una settimana solo per visitare a dovere tutti i musei che ne fanno parte.
Uno di questi, sempre incluso nel CityPass è il Royal Ontario Museum che al suo interno vanta un discreto numero di reperti fossili, tra cui interi scheletri di dinosauro, ma anche opere d’arte e di artigianato Giapponesi piuttosto che l’originale cappello piumato di Toro Seduto. Oltre ad essere davvero immenso questo museo ha di affascinante anche la propria struttura, divisa tra un’ingresso estremamente contemporaneo ed il corpo centrale più antico ( per quanto antiche possano essere le strutture in Nord America ).

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Come se non bastasse il suolo cittadino, Toronto offre anche delle spiagge sul lago molto carine, ma la cosa più affascinante rimane la vista della città dalle isole in fronte ad essa. Lunghe passeggiate nel verde e questa vista sullo skyline di Toronto letteralmente mozzafiato. Un solo consiglio per gli amanti della fotografia, prendete il battello, passeggiate sull’isola nel pomeriggio godendovi una giornata all’aria aperta immersi nella natura ed aspettate il momento in cui cala il sole, le luci della città si accendono e rendono la vista della città un vero e proprio spettacolo imperdibile.
Noi non abbiamo avuto la fortuna di vivere questo momento soprattutto a causa del meteo e del gelo di Grande Inverno ma è sicuramente una di quelle esperienze che se potessi tornarci domani, farei senza battere ciglio!

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E se a Toronto di cose da fare e vedere  ce ne sarebbero per la durata di una vacanza di un mese, una di quelle esperienze “da fare assolutamente”, anche a discapito di qualche museo, è quella di andare a visitare leCascate del Niagara.
Da Toronto le possibilità per arrivarci sono molteplici e tutte comodamente valide.
Quelle che mi sento più di raccomandarvi sono i viaggi organizzati in giornata con i pullman oppure il noleggio di una macchina che vi permetta di spostarvi come, dove e quando vorrete voi.
I viaggi organizzati dalla città sono infiniti e potete trovare qualche bella offerta anche online, come per esempio qui. a noi è stato consigliato dagli stessi canadesi di affidarci a BG Tours  che offre  bellissimi tour in giornata permettendovi di viaggiare comodi ed usufruire di ulteriori servizi oltre alla mera visita delle Cascate.
Come potete vedere oltre ad organizzare lo spostamento molto spesso questi pacchetti includono un pranzo, oppure una degustazione di vini in una cantina o addirittura servizi optional come il volo in elicottero che sorvola le cascate, il tour in battello oppure la salita sulla ruota panoramica. Insomma, quella del viaggio giornaliero organizzato ci è sembrata essere un’ottima opzione ma tutto sommato noi, essendo in quattro, abbiamo preferito noleggiare una macchina e sentirci liberi di gestire il nostro tempo.

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Preparatevi, alle cascate ci sarà sempre, in qualunque periodo dell’anno ed in qualunque orario del giorno, davvero un sacco di gente e non sarà sempre facile riuscire a fotografarle come magari vorreste ma aspettare che la comitiva di giapponesi finisca la memoria sulla SD card potrebbe comunque valerne la pena.
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Non c’è foto che renda la maestosità di questo imponente flusso d’acqua.
Ovviamente la mentalità imprenditoriale nord americana non poteva che creare attorno ad un’attrazione naturale come questa, un’intera cittadina dedicata allo sperpero di soldi. Vi basterà passeggiare per qualche centinaio di metri che vi ritroverete in una versione in stile Luna Park di Las Vegas. Immaginatevi il Colosseo con, all’altezza dei Fori Imperiali, strade intere di casinò, locali in stile horror movie con la statua di frankenstein che si appoggia sopra al Burger King.
Noi ci siamo passati in macchina quindi non ho avuto la possibilità di documentarlo ma vi lascio qui una banalissima ricerca su google di Clifton Hill alle Niagara Falls. Ditemi voi.Ora che ci avviciniamo a concludere questo pressoché eterno post sulla nostra visita a Toronto, voglio parlarvi dell’esperienza che ha segnato (quasi) più di tutte il nostro viaggio. Come avrete letto in precedenza in questo post, ho festeggiato il mio compleanno proprio a Toronto ed il regalo che mi è stato fatto è stato forse uno dei più emozionanti di tutta la mia vita, uno di quelli che ti fa mettere una spunta in più sulla tua lista di cose da fare prima di morire, assistere ad una partita dell’ NBA.

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Per me è stata davvero un’emozione grandissima poter festeggiare il mio compleanno a suon di Let’s Go Raptors e poter vivere per una volta la magia di una partita come questa.  Sì ragazzi, in questo i nord americani sono davvero i numeri uno, riescono a rendere una partita dell’NBA un vero e proprio spettacolo teatrale infinitamente coinvolgente.
Per questo però posso solo ringraziare i miei “cognati” che lo hanno reso possibile!Insomma, nonostante non vi abbia raccontato dei giorni e le notti con la febbre ed un perenne malessere che si è protratto dal 4° all’ultimo giorno di permanenza, posso assicurarvi che è stato un viaggio incredibile e che la sola cosa che cambieremmo è il periodo di visita, andate SOLO d’estate e ve ne innamorerete!

Quanto a cose da dire, raccontare e consigliare ce ne sarebbero ancora così tante che sto quasi quasi pensando di fare un altro post in stile guida e consigli su Toronto ma nel frattempo, per qualunque domanda od informazione, potete commentare o scrivermi sui social ed io sarò più che felice di rispondere a tutto quello che posso !

Buon viaggio ragazzi, qualunque voi stiate intraprendendo !

Serena